Occhiali progressivi: come funzionano e a chi servono
Con il passare degli anni, molte persone iniziano a fare i conti con la necessità di vedere bene sia da vicino che da lontano. Le lenti progressive nascono proprio per rispondere a questa esigenza, in modo più discreto e continuo rispetto alle soluzioni tradizionali.
Cosa sono le lenti progressive
A differenza delle lenti bifocali, che presentano una linea di separazione visibile, le lenti progressive offrono una transizione graduale tra diverse zone di messa a fuoco, senza alcun segno visibile sulla lente.
Come funziona la visione con le progressive
La parte superiore della lente è dedicata alla visione da lontano, la zona centrale alla visione intermedia, utile ad esempio per lo schermo del computer, mentre la parte inferiore è pensata per la lettura ravvicinata. Il passaggio tra le diverse zone avviene in modo fluido.
Un periodo di adattamento è normale
Chi indossa le progressive per la prima volta può percepire una lieve sensazione di disorientamento nei primi giorni, soprattutto muovendo lo sguardo lateralmente. È una fase transitoria: la maggior parte delle persone si adatta completamente nel giro di qualche settimana.
I vantaggi rispetto a un doppio paio di occhiali
Le lenti progressive permettono di avere un'unica montatura per tutte le distanze, evitando di dover alternare due paia di occhiali diversi durante la giornata, con un risultato esteticamente più discreto rispetto alle lenti bifocali tradizionali.
A chi sono indicate
Sono la soluzione più diffusa per chi inizia a manifestare presbiopia, generalmente a partire dalla metà dei quarant'anni, ma la scelta va sempre valutata insieme a chi si occupa della vista, per individuare i valori corretti e il tipo di lente più adatto.
Un dettaglio che fa la differenza
Il corretto centraggio della lente rispetto agli occhi è determinante per il comfort visivo: per questo la scelta e l'applicazione delle lenti progressive richiedono sempre una consulenza attenta e personalizzata.
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